Dott. Paolo Paccoi
Otorinolaringoiatra
Chirurgia estetico-ricostruttivo-funzionale  del naso
Chirurgia nasale
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La chirurgia nasale funzionale-estetico-ricostruttiva ha al giorno d'oggi raggiunto degli standard di risultati molto elevati.

Comprende tutti gli interventi chirurgici che mirano ad un miglioramento della funzione e della forma del naso. L’indicazione all’intervento si pone nella deviazione del setto nasale, nell'ipertrofia dei turbinati, nella scoliosi della piramide nasale, nel gibbo osteocartilagineo, nel naso a sella, nelle malformazioni delle cartilagini alari e triangolari con conseguente alterazione della punta e del vestibolo nasale.

Particolare attenzione deve sempre essere data alle deviazioni del setto nasali che, se presenti, devono essere corrette per ottenere dei risultati estetico-funzionali soddisfacenti.
La preparazione all’intervento

Prima di qualsiasi intervento di chirurgia nasale a scopo estetico e/o funzionale è necessaria una visita dallo Specialista Otorinolaringoiatra.
Per un intervento estetico sono sempre richieste le foto pre-operatorie, indispensabili al chirurgo per una corretta pianificazione dell’atto chirurgico. Altrettanto importanti sono le foto a distanza dall’intervento che permettono la valutazione comparativa del risultato conseguito.
Sulle foto preoperatorie, una in primo piano e due di profilo, viene effettuata una simulazione al computer mediante programma di fotoritocco in modo da dare al paziente un’idea indicativa del possibile risultato post-operatorio. 


L'intervento chirurgico

L’intervento viene praticato, preferibilmente, in anestesia generale e portato a termine nell’arco di 60-90 minuti.
Nell’espletamento della nostra attività operatoria ci avvaliamo della preziosa collaborazione della dott.ssa Vanda Colaguori, anestesista di comprovata esperienza nel campo otorinolaringoiatrico.
Il ricovero avviene alle 07,30 del mattino (con paziente a digiuno dalla mezzanotte). All’ingresso in Reparto, vengono eseguiti tutti gli esami e gli accertamenti routinari preoperatori (comprensivi di visita anestesiologica). 
L’atto operatorio avviene, solitamente, nel primo pomeriggio, mentre la dimissione è prevista nella mattinata seguente.
Le spugne antiaderenti (non usiamo più le obsolete e fastidiosissime garze) sistemate all’interno delle fosse nasali a scopo emostatico vengono generalmente rimosse dopo 72 ore. La manovra è solitamente ben tollerata dal paziente. In casi eccezionali (soggetti particolarmente emotivi),  si può ricorrere a una blanda sedazione.
Lo splint metallico di contenzione viene applicato sul naso alla fine dell’intervento e  rimosso dopo 7-10 giorni. Per ottenere un risultato ottimale è necessario che il paziente si sottoponga ad almeno 4/5 medicazioni post-operatorie. Le ecchimosi (lividi), se presenti, risultano più o meno evidenti a seconda del tipo di carnagione; regrediscono gradualmente in un arco di tempo di una decina di giorni. L’edema (gonfiore) può persistere per una/due settimane. 
In genere il paziente può riprendere la normale attività lavorativa dopo 12/15 gg. Gli occhiali non potranno essere utilizzati per almeno un mese ed è consigliabile, in caso di esposizione al sole, proteggere il naso operato con filtro solare totale. 
Il risultato dell’intervento può dirsi definitivo dopo un anno ma sarà indicativo ed apprezzabile già dopo un mese.Per quanto attiene ai risultati, indubbiamente la rinoplastica, come tutti gli interventi chirurgici, è soggetta a complicanze ed insuccessi che anche il chirurgo più esperto e più cauto non riuscirà talora ad evitare.
Le complicanze immediate, che compaiono, nel periodo post-operatorio e che, praticamente vengono dominate con una certa facilità sono: il sanguinamento, l’ematoma, le ecchimosi protratte nel tempo, l’edema periorbitario, etc…
Le complicanze tardive, che possono intervenire a varia distanza di tempo dall’intervento sono: la formazione di callo osseo o fibroso esuberante in sede di osteotomia laterale (condizione risolvibile generalmente con massaggi digitali delicati) , residua  irregolarità del profilo nasale nella zona del suvratip per edema orghanizzato dei tessuti molli (anche questa complicanza è spesso risolvibile con infiltrazione  locale di cortisone).
A fronte di queste ed altre  possibili complicanze va però sottolineato che i casi in cui  si rende  necessario un re-intervento sono,fortunatamente, veramente pochi e non superano il 5% del totale. 

Di seguito mostriamo alcuni casi  di pazienti operati dalla nostra équipe.
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Dott. Paolo Paccoi   -   +39 3386815472  -   paolo.paccoi@libero.it
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